gennaio 31, 2026
8 min di lettura

Serve una lettera di presentazione? Quando inviarla e quando no

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Serve una lettera di presentazione? Quando inviarla e quando no
Milad Bonakdar

Milad Bonakdar

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Molte candidature non richiedono più una lettera di presentazione. Scopri quando può aiutarti davvero, quando puoi evitarla e come scriverla in modo breve e utile.


Serve davvero una lettera di presentazione?

Nella maggior parte dei casi, no. Se l'azienda non la richiede, molti candidati possono farne a meno senza indebolire la candidatura. Se invece è richiesta o devi spiegare un elemento che dal CV non emerge bene, può ancora essere utile.

La regola pratica è semplice:

  • se la lettera è richiesta, inviala
  • se è facoltativa, aggiungila solo se rafforza davvero la candidatura
  • se ripete soltanto il CV, puoi evitarla

Quando conviene scriverla

Una lettera di presentazione ha senso quando aggiunge contesto che il curriculum da solo non comunica bene.

Quando è richiesta dall'annuncio

Questo è il caso più chiaro. Se la lettera compare tra i documenti richiesti, considerala parte della candidatura completa. Non inviarla può far sembrare la domanda incompleta.

Quando devi spiegare meglio il tuo profilo

Una lettera breve e ben mirata può aiutarti se:

  • stai cambiando ruolo o settore
  • la tua esperienza è pertinente, ma i titoli passati non lo mostrano bene
  • vuoi spiegare un periodo di pausa
  • devi chiarire trasferimento o autorizzazione al lavoro
  • hai un motivo concreto per candidarti proprio a quell'azienda

Per esempio, chi passa dal customer support al customer success può usare la lettera per spiegare esperienza in onboarding, rinnovi e relazione con i clienti.

Quando puoi saltarla

Se la lettera non è richiesta e il tuo CV dimostra già bene il tuo fit, spesso puoi non inviarla.

Di solito puoi evitarla quando:

  • la candidatura è una candidatura rapida
  • non c'è uno spazio chiaro per allegarla
  • l'azienda preferisce domande brevi nel form
  • il tuo CV è già molto allineato alla posizione

In questi casi, spesso conviene usare quel tempo per migliorare il CV o personalizzare meglio la candidatura.

I recruiter leggono davvero le lettere?

A volte sì. Sempre, no.

Recruiter e hiring manager non leggono ogni lettera facoltativa con la stessa attenzione. Nei processi ad alto volume guardano prima CV, esperienza e risposte obbligatorie. Ma se la lettera è richiesta o chiarisce un dubbio importante, può essere rilevante.

Il modo più utile di pensarla non è "nessuno le legge", ma "le leggono quando aiutano a capire meglio la candidatura".

Come scriverla in modo rapido e utile

Non serve una lettera lunga o troppo formale. Funziona meglio un testo breve, concreto e facile da leggere.

Una struttura semplice in quattro parti

1. Parti da un fit chiaro

Indica il ruolo e il motivo principale per cui sei adatto.

Esempio:

Mi candido per la posizione di Customer Success Manager. La mia esperienza nell'onboarding di clienti B2B e nella gestione della relazione post-vendita è in linea con le responsabilità descritte nell'annuncio.

2. Metti in evidenza due o tre elementi rilevanti

Scegli solo ciò che conta davvero per quel ruolo:

  • un'attività simile che hai già svolto
  • un risultato concreto che hai ottenuto
  • una competenza citata nella job description

3. Aggiungi il contesto che manca

Se stai cambiando carriera, rientri dopo una pausa o ti trasferisci, spiegalo in modo breve e sicuro.

4. Chiudi con interesse chiaro

Concludi ribadendo l'interesse per il ruolo e ringraziando per il tempo dedicato.

Cosa dovrebbe fare una buona lettera

Una buona lettera di presentazione dovrebbe fare almeno una di queste cose:

  • spiegare perché sei adatto a quel ruolo
  • chiarire qualcosa che dal CV non emerge bene
  • mostrare interesse reale per quella specifica azienda
  • aiutare il team a capire più in fretta il tuo profilo

Se la tua bozza non fa nulla di tutto questo, probabilmente non serve inviarla.

Errori comuni

Ripetere il CV in forma discorsiva

La lettera non deve raccontare il curriculum in altre parole. Deve interpretare la tua esperienza, non duplicarla.

Essere troppo generici

Se puoi inviarla identica a cinquanta aziende, è troppo generica. Personalizza almeno apertura ed esempi principali.

Farla troppo lunga

Nella maggior parte dei casi bastano pochi paragrafi brevi. La chiarezza conta più della lunghezza.

Usare l'IA senza revisione

L'IA può velocizzare la prima bozza, ma la versione finale deve suonare naturale e credibile. Elimina frasi gonfiate, promesse vaghe e tutto ciò che non sapresti sostenere a colloquio.

Una regola rapida per decidere

Inviala se:

  • è esplicitamente richiesta
  • devi spiegare un cambio di carriera o una pausa
  • il tuo fit non è evidente dal CV
  • hai una motivazione specifica per quell'azienda

Evitala se:

  • è facoltativa e non aggiunge informazioni nuove
  • il formato di candidatura non la prevede davvero
  • è più utile investire quel tempo nel CV

Domande frequenti

Può aiutare se non soddisfo tutti i requisiti?

Sì, soprattutto se ti permette di spiegare competenze trasferibili o risultati rilevanti. Non compensa da sola una candidatura debole, ma può rendere più chiaro il tuo valore.

Deve essere diversa dal profilo nel CV?

Sì. Il profilo nel CV presenta una sintesi generale. La lettera dovrebbe spiegare perché sei adatto a quella posizione specifica e aggiungere contesto.

Ha senso anche per lavori da remoto?

Sì, se devi chiarire esperienza in remoto, disponibilità di fuso orario o autorizzazione al lavoro. Altrimenti vale la stessa regola: inviala solo se aggiunge valore.

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